Sergio Pizzorno parla di musica e del futuro dei Kasabian

_LAD0801Dopo essere stati insieme per oltre dieci anni, aver pubblicato cinque album ed aver suonato innumerevoli concerti live in giro per il mondo, il chitarrista dei Kasabian Sergio Pizzorno riconosce che la sua band può fare qualsiasi cosa le vada, in qualsiasi momento, da adesso in poi.

“Adesso ci siamo guadagnati il diritto di fare tutto quello che vogliamo” ha detto la settimana scorsa in un’intervista telefonica, con un tono di voce affabile e rilassato, senza l’ostentazione energica dei novellini, mentre parlava delle giornate di sole che stavano avendo in Inghilterra. Dopo tutto, se lo sono davvero meritato.

“Finora abbiamo fatto praticamente tutto ciò che abbiamo voluto, quindi adesso siamo al punto in cui è solo una questione di pubblicare la nostra musica nel momento in cui sentiamo di avere qualcosa da dire e di avere buona musica pronta. Potrebbe accadere di nuovo a breve, magari in un paio d’anni, non lo so ancora.”

La band si è esibita al Dubai Media City Amphitheatre giovedì, in occasione del Blended festival, per il loro secondo concerto in questa città.

Pizzorno e i compagni Tom Meighan, Chris Edwards e Ian Matthews avevano già suonato in precedenza un al Seven Stadium di Dubai, uno dei luoghi più grandi della città, nel 2012.

E’ una città folle. Non ho mai visto niente di simile” dice Pizzorno, ridendo. Questa volta, ha in programma di visitare il ristorante Tom & Serg di Al Quoz, magari portandosi dietro Meighan. “Dobbiamo andarci – voglio provare ad andarci”.

Al Blended, comunque, l’esperienza sarà abbastanza diversa, considerando che è un festival.

Ci sarà un certo numero di persone che non ci ha mai visto. Io preferisco quell’atmosfera. Penso che saliremo sul palco e daremo tutto quello che abbiamo” dice.

Un festival che già hanno provato è invece il Coachella, noto per essere una specie di festival hippie e un luogo dove trovare diverse celebrità, nel mezzo del deserto californiano, dove i Kasabian hanno suonato all’inizio di questo mese. In precedenza, erano saliti sul palco nel 2012 e prima ancora nel 2005.

C’è qualcosa di spirituale in quel luogo. Abbiamo affittato una villa, io e i miei amici, e in un certo senso ci siamo alienati da tutto per una settimana. Eravamo degli sconosciuti” racconta Pizzorno.

Quando suoni in diverse parti del mondo”, aggiunge “vedi le culture e le città che cambiano, ma le persone, l’energia e i concerti sono sempre simili gli uni agli altri. I concerti sono una specie di cosa meravigliosa che lega tutti i paesi e tutte le persone, ti dimostra quanto sia ridicolo che esista qualsiasi tipo di violenza nel mondo. E’ incredibile. La musica trova sempre il modo di riunire le persone tutte insieme. Questo è quello che vediamo – un concerto in Paraguay può essere esattamente identico a uno che si tiene a Venezia o in Scozia, con le stesse vibrazioni e le stesse sensazioni”.

E quando suoni davanti a persone che non ti conoscono?

Ci siamo abituati. La band ha iniziato da lì e si è costruita su quelle basi, no? Dal primo giorno”.

Fa un grande sorriso.

Ma non prendete questa frase come sintomo di autocommiserazione. Pizzorno sembra soddisfatto di quello che i Kasabian sono riusciti a creare finora, e che i premi non vinti e le critiche si fottano. Dalla fine degli anni ’90, quando si chiamavano Saracuse, fino al momento in cui hanno cambiato il loro nome in Kasabian tratto da Linda Kasabian, membro della banda di Charles Manson, il cui cognome a loro sembrava suonare bene, la band si è sempre concentrata nella ricerca di un suono del quale essere orgogliosa.

In un certo senso si vive e si muore con la musica che si fa. Per questo andiamo ancora avanti. E’ così che funziona quando si suona live…ci sono meno pressioni. La gente di percepisce…sotto una luce diversa” dice Pizzorno.

Pensi che la gente fraintenda ciò che siete e il genere di musica che fate?

Non sono il primo artista a dirlo. Combattiamo di continuo contro queste cose e sarà sempre così. Penso che la storia guarderà a noi con un grande sorriso, comunque. Penso che sia innegabile la qualità della musica che abbiamo creato, dei concerti che abbiamo fatto. Non per essere sboroni, ma è vero”.

Detto questo, non ha fretta di pubblicare nuove canzoni. L’ultimo album della band è stato 48:13, prodotto dallo stesso Pizzorno, uscito l’anno scorso. E’ rimasto nella tradizione della band di non far trascorrere più di tre anni tra un album e l’altro.

Adesso vi prenderete una pausa più lunga?

Non ancora, non ancora. Abbiamo ancora molto da dire” riflette.

Gli chiedo se c’è qualche utilità a fermarsi per un po’ di tempo.

Dio, no!

In ogni caso, anche i Kasabian si stanno trovando ad affrontare l’incertezza dell’industria musicale, come tutti gli altri. Da Spotify, ad iTunes, a Tidal, tutti provano ad indovinare quale sarà la prossima modalità di accesso alla musica. Quando gli chiedo cosa ne pensa del momento attuale della storia della musica, Pizzorno dice “non lo so”.

Ho parlato di questo con un po’ di gente, e nessuno riesce davvero a capire cosa sta succedendo. Cioè, io magari parlo del prossimo album, ma non so se c’è un formato con il quale valga la pena di pubblicarlo. Non so quale sia il modo migliore di renderlo disponibile al pubblico. Nessuno ha indizi in merito. Il che è anche eccitante. La differenza tra il nostro primo album e adesso, è incredibile il cambiamento”, dice.

C’è qualche album che ha catturato la tua attenzione recentemente?

Mi piace molto il nuovo di Kendrick Lamar, l’ho ascoltato molto. Mi piacciono i testi, è un paroliere incredibile.”

E qualcuno che non ti è piaciuto?

No no, chissenefrega – quella è energia negativa. Se le cose non sono belle, non sono belle. Credo che l’unica costante e l’unica cosa che veramente non cambierà mai è il fatto che se fai bella musica, allora sei a posto. Vivi e muori con la tua musica, questo è quanto.

E per quanto riguarda i Kasabian, il futuro si prospetta luminoso, e Pizzorno sembra pensare che siano nella fase calda della loro carriera.

Ci è voluto così tanto tempo per arrivare dove abbiamo sempre voluto essere, per prenderci il tempo di raggiungerlo. Ovunque andremo adesso, sarà davvero esaltante. Perché se questo è l’inizio, allora solo Dio sa dove andremo a finire”.

Fonte: Yahoo!Entertainment

Kasabian a Dubai: una chiacchierata con Sergio Pizzorno

_LAD1272I Kasabian sono un anacronismo ambulante – un ritorno ai giorni in cui le rock band erano provocatorie, in lotta tra loro, narcisiste, capaci di fare musica sul serio e di rilasciare dichiarazioni impulsive.

Con cinque album e 12 anni di carriera musicale alle spalle, lo status del quartetto come una delle più conosciute e più amate band del Regno Unito si è consolidato ancora di più dopo che il gruppo ha suonato a chiusura del Glastonbury Festival l’anno scorso.

Noti per la loro tendenza a mescolare riff arrancanti di chitarra con beat elettronici dance, inizialmente si erano dovuti confrontare con lo scetticismo e la derisione della critica musicale notoriamente cinica della loro patria, ma ora i quattro ragazzi di Leicester sono venerati come eroi nazionali.

Vi servono le prove? In febbraio hanno vinto il loro secondo NME award come Best British Group e lo scorso ottobre hanno portato a casa il secondo Q award come Best Act in the World Today.

Sia che consideriate il loro approccio a pensare in grande come qualcosa di istintivamente emozionante, sia che vediate la loro presunzione artistica e decadente come fastidiosamente fuori moda, l’adorazione o l’antipatia stanno comunque ai piedi di un solo uomo – il chitarrista, compositore, produttore e visionario Sergio Pizzorno.

Pizzorno, 34 anni, che non si fa mai scappare l’occasione di dire la sua, era in grande forma quando gli ho parlato e ha risposto a tutto quello che gli ho chiesto con monologhi spensierati ed amichevoli, finendo la maggior parte delle frasi con “amico” o “capisci cosa intendo”, e punteggiando le sue risposte con frequenti – e irriproducibili – parolacce.

Hai avuto un paio di settimane impegnative.
E’ stato pazzesco, amico, ho perso almeno cinque anni della mia vita al Coachella. Wow. Mi sto riprendendo solo adesso”.

Vuoi dirmi che ha raggiunto il livello di Glastonbury dell’anno scorso?
No, niente può farlo – ovviamente la sfida continua, ma ci vorrà molto prima di trovare qualcosa che ci si avvicini.

Speriamo che la piccola Dubai non inverta la tendenza…
No, no amico – la volta scorso (nel 2012) non sapevamo cosa aspettarci. E’ un posto folle, ma il concerto è stato pazzesco, molto più fuori dalle righe di quello che mi aspettavo. C’era un sacco di gente che si divertiva e questo è tutto ciò che vogliamo. E’ stato meraviglioso.

Ho sentito che continuerete a collaborare con il quartetto di archi che avete portato sul palco di Glasto.
Sì sì sì – il nostro suono è molto influenzato dalle colonne sonore e dai film – quindi viene da lì, sono ossessionato da quel tipo di suono.”

Sai che in questo modo state dando a Billy Bragg ulteriori motivi per paragonarvi agli Spinal Tap [band fittizia heavy metal (n.d.T.)]?
Oh ti prego, povero Billy Bragg – mi viene in mente quella frase che dice “ricorrere agli attacchi personali non fa altro che minare la credibilità di chi critica”.”

Il titolo del vostro ultimo album – 48:13 – fa pensare che voi siate ormai al punto in cui lasciate che sia la musica a parlare per sé.
Sì esatto, sta tutto nell’eredità che vogliamo lasciare, quello che ci lasciamo dietro. Sperimantare, provare nuovi approcci. La maggior parte delle band del momento…puoi facilmente indovinare cosa stanno per fare nel prossimo futuro e l’aspetto che avrà la copertina del loro prossimo album. Questa cosa mi ha sempre annoiato a morte. Per quanto ci riguarda, sia che piaccia la band o no, nessuno sa mai cosa aspettarsi da noi – il che se sei un artista è qualcosa di fantastico.

Certo. Ma dovevate proprio farla rosa la copertina?
Beh, tanto per cominciare – è un bellissimo colore. C’e sempre qualcosa di rischioso, soprattutto riguardo a noi, perché tutti danno per scontato che essendo maschi il rosa non sia adatto, ma – a giustificazione della scelta – è anche una cosa molto punk e il fenomeno punk è esploso alla fine degli anni ’70 per lo stesso motivo.”

Già, questa cosa di comportarsi da maschi… Sarete stanchi di essere etichettati come gruppo rock.
Penso che i giornalisti adorino etichettare, perché ciò rende il loro lavoro molto facile: fanno semplicemente copia e incolla di quello che ha detto in precedenza una persona con le stesse caratteristiche. Noi invece siamo colpevoli di complicare il loro lavoro.

C’è stata un’ondata di altre band i cui nomi cominciavano con la K nello stesso periodo in cui voi avete cominciato ad avere successo – The Killers, Kings of Leon, The Kooks, Kaiser Chiefs, Keane – hai qualche preferenza fra questi?
Sì sì è vero – non so perché. Li metterei tutti nella stessa categoria di album che compri al supermercato. La categoria degli album in offerta speciale ad una sterlina ciascuno – quegli album li trovi tutti da Poundstretcher [catena di supermercati low cost].

Il rock è un po’ morto al momento.
Credo di sì. Stiamo aspettando qualche nuovo personaggio, un anticonformista, questo è quello che vorrei vedere – qualcuno che non sia negativo, aggressivo e che dica solo stronzate. Qualcuno che ti levi il fiato, che arrivi sulla scena musicale e cambi tutto.

Quando voi ragazzi parlate in questo modo, la gente vi considera arroganti…
Già…e penso che questo sia bruttissimo da vedere sulla carta stampata. Ma l’ho sempre detto – come fai a prendere sul serio queste cose? Sei pagato per suonare la chitarra, è tutto ridicolo se ci pensi. Come fai a leggere queste cose e prenderle assolutamente sul serio? Keith Richards e Pete Townshend hanno detto le peggior cose su chiunque, erano tipi tenebrosi, amico – ed è per questo che mi piacciono. Non posso dire queste cose? Io posso dire quello che voglio, sono in una band, arrivederci.

La critica è dalla vostra parte – almeno – ma l’unica cosa che contestano sono i testi delle vostre canzoni.
Sì – questa cosa va avanti da un po’. Anche in questo caso, è tutto preso fuori dal suo contesto – prendono in considerazione tre o quattro versi di una canzone e la analizzano e si fanno un’opinione sulla base di questo. Ma se consideriamo il tutto, ci sono oltre 50 canzoni. Kurt Cobain ha avuto le stesse critiche. Se ascolti una canzone come Fast Fuse, sfido chiunque a trovare qualche difetto a quel testo.

Parliamo di cose locali. Sai che c’è un locale hipster a Dubai che si chiama “Tom & Serg”?
Qualcuno mi ha mandato la foto e pensavo fosse un fotomontaggio – ma quindi è vero? Questa cosa è assurda, dobbiamo assolutamente andarci. Se abbiamo tempo, ci andremo.

Mi piacerebbe testare quanto sei normale. Quand’è l’ultima volta che hai preso i trasporti pubblici?
Li uso sempre, adoro gli autobus e la metro. Ho dei figli amico, e loro li adorano. Sarà stato tre giorni fa.”

L’ultima volta che hai cucinato?
Se per cucinare intendi tirare fuori il cibo dalla confezione e metterlo nel microonde, circa 20 minuti fa.

E adesso facciamo il test contrario – qual è la cosa più rock ‘n’ roll che hai mai fatto?
Più o meno tutto quello che puoi immaginare, abbiamo fatto tutto, molte volte. Siamo in questo mondo da tanto tempo e fa parte dell’essere in tour. In particolare…non voglio mettere nei guai nessuno, ma quando siamo in tour, viviamo la vita che ci si aspetta che viviamo – mettiamola così.

Ma sei un padre di famiglia.
Sì certo, certamente, quella è una parte di me – poi c’è un’altra parte. Ed è quella che va in tour e se la gode.

Qualche rimpianto?
No, nessuno, siamo qui dove siamo per una ragione. Tutto quello che vivi serve da lezione per portarti al punto dove sei ora. E’ stata una corsa folle, una corsa incredibile.”

E’ vero – sei stato in questa band da quando sei un ragazzo. Hai mai desiderato registrare un album da solista o suonare con qualcun altro?
Non so, non ci ho mai pensato sul serio. Non sai mai cosa ti aspetta dietro l’angolo, amico, quindi semplicemente mi alzo, controllo il battito cardiaco: “Il cuore batte ancora? Ottimo, si parte, cosa facciamo oggi?”.”

La chiave di tutto sembra essere che voi quattro funzionate ancora insieme.
Sì, chi lo sa amico, probabilmente è qualcosa nelle nostre personalità che si incastra bene. Ognuno ha il proprio posto a tavola e nessuno cerca di prendere il posto degli altri.

Ma, come compositore e produttore, tu siedi a capotavola.
Sì, ma è sempre stato così. Siamo insieme da quando abbiamo 16 anni e quando abbiamo iniziato era così e così è tuttora. Per questo è normale per noi.

Qualche idea sul sound del nuovo album?
Io ho già un’idea, ma queste cose non si concretizzano quasi mai. Sicuramente sarà diverso dai precedenti cinque. Non so come sarà il prossimo, ma penso che proveremo con qualcosa di completamente nuovo…il primo capitolo di una nuova era.”

Quindi siete la miglior band del Regno Unito?
Se avessi ancora 23 anni e non ne sapessi di più, non esiterei a dirti la verità, ma ora come ora ho capito che non c’è una risposta – la cosa meravigliosa della musica è che non è una gara, non ci sono vincitori o perdenti. So comunque che quello che abbiamo creato come band è unico. Quindi posso certamente dirti che noi siamo i più unici di tutti. Questo posso dirtelo.

Fonte: TheNational

Tom Meighan parla di libri, reputazione, spaccare le camere di hotel e….ET!

_LAD0680Prima che i Kasabian salissero sul palco, mi sono seduto insieme al frontman Tom Meighan nella suite della band all’undicesimo piano al Le Royal Meridien Beach Resort & Spa (a Dubai). Un incontro intenso e frenetico con un personaggio intenso e frenetico, diventato ancora più surreale quando il chitarrista Sergio Pizzorno ha fatto capolino alla porta facendo dei gestacci mentre scendeva a cenare in hotel.

Qualche minuto dopo, io e Tom andiamo verso l’ascensore. Le porte si aprono, rivelando la presenza di Serge, che rimane lì in piedi senza parole e che ha continuato a salire e scendere con l’ascensore da quando l’abbiamo visto. Abbiamo continuato a ridere finché siamo arrivati al piano terra.

Ecco cosa pensa Tom in merito a…

…reputazione della band negli Stati Uniti:
Siamo una band di culto negli States. Lì si può diventare solo questo genere di band – in America il rock ‘n’ roll è morto comunque. Ascoltano solo musica country – ogni stazione radio su cui ti sintonizzi trasmette country o pop. E’ triste.

…quello che sta leggendo:
Fa troppo caldo per uscire qui a Dubai, quindi leggo. Creation Stories, di Alan McGee. E’ figo!

…il ristorante “Tom & Serg” di Al Quoz:
Stai scherzando? Esiste davvero? Tom e Serg – hai mai sentito questi due nomi insieme? Si chiamano davvero così? Stai scherzando….Sarebbe più probabile trovare un “John & Paul”. Non ci posso credere…

…Craig David come artista di supporto al Blended:
E’ pazzesco. E’ una cosa strana… L’ho incontrato – è gentile, alla mano. Ma è anche un tipo un po’ strano…sai che è strano, no?

…l’acquisto più stravagante mai fatto:
ET – a grandezza naturale. Ho anche la bici, con il cestino davanti”. E nel frattempo prende il suo iPhone per mostrarmi le foto della sua bimba che bacia ET. Che figata.

…il fatto di essere il frontman di una band di successo:
E’ surreale, cose da matti. E’ pianti, lacrime, risate, gioia e divertimento. E’ come Superman e Clark Kent. E’ come se avessi un interruttore qui a lato della mia testa che premo da una parte dice “modalità rock ‘n’ roll” e dall’altra dice “Thomas”. E poi c’è un altro pulsante che dice “padre di famiglia”. Bisogna tenere separate le cose

…sfasciare le camere degli hotel:
Una volta lo facevamo, ma non ne ricavi niente, a parte il conto da pagare. E’ figo farlo, ma quei tempi sono passati. Cose già fatte.

…il numero di album che la band registrerà in futuro:
Ancora cinque, poi sarò morto”.

Fonte: TheNational

Kasabian live in Dubai – backstage con Dan Marsh

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Sono passati ormai una decina di giorni dal concerto dei Kasabian al 7he Sevens Stadium di Dubai, ma non è mai troppo tardi per condividere dei video e questo video di Dan Marsh di Dubai92 ci porterà nel backstage del concerto negli Emirati Arabi…
Dopo il Read More troverete inoltre un’intervista telefonica a Tom Meighan (che si trovata in Giappone in tour) sempre realizzata da Dan, prima dell’arrivo della band a Dubai…
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I Kasabian si esibiranno a Dubai

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Questa mattina è stata annunciata l’esibizione dei Kasabian al Sevens Stadium di Dubai all’inizio del prossimo anno.

Il pluripremiato quartetto suonerà negli emirati Venerdì 10 Febbraio, a sostegno del loro acclamato nuovo album, Velociraptor!

Thomas Oveson,  promoter della Done Events, ha detto: “Ricordo la prima volta in cui ho ascoltato i Kasabian nel 2004 quando erano la più eccitante nuova band emergente del Regno Unito, e ora sono saldamente affermati come una delle migliori live band in giro – così è ora che li si presenti in un concerto qui nel Medio Oriente”. Read more