Sergio Pizzorno parla a Beat Magazine del nuovo album

Non è né un mistero né una leggenda il fatto che i Kasabian siano una band audace, sfacciata e molto sicura di sé. Ma con l’uscita di ‘Velociraptor!’ – il quarto album del gruppo di Leicester – i Kasabian hanno lasciato un’impronta duratura, evolvendosi in un’entità rock eclettica ed elettrizzante che, grazie alla sua abilità sia nella musica che nell’esecuzione, riempie gli stadi e può mantenere un atteggiamento spavaldo.

I concerti che suoniamo ultimamente…la reazione del pubblico e l’energia che c’è nell’aria – non ho mai visto niente di simile” dichiara il compositore del gruppo e chitarrista Serge Pizzorno. “Penso che, fra un po’ di mesi, sarà il miglior spettacolo rock ‘n’ roll del mondo…

E’ una dichiarazione coraggiosa, ma io ci credo veramente” proclama. “Saresti sicuramente in difficoltà a trovare altrove qualcuno che faccia quello che facciamo noi – quando spacchiamo…quando ci vedi in forma, non c’è nessuno migliore di noi.

Se c’è una linea di separazione tra fiducia in sé stessi e arroganza, i Kasabian l’hanno nettamente cancellata e messo il loro nome al suo posto. A giudicare dalle reazioni nei confronti del loro terzo album, ‘West Ryder Pauper Lunatic Asylum’, Pizzorno aveva previsto che ci sarebbe voluto circa un anno affinché quell’album ambizioso “si radicasse nelle persone, facendo dire loro ‘wow, questo è incredibile“. Il quarto album dei Kasabian non è cos’ sperimentale come il suo predecessore, ma è evidente come – a sentire il parere di vari ascoltatori – quel ‘Velociraptor!’ sia l’album più coeso, valido e soddisfacente del quartetto inglese.

Anche se l’omonimo album di debutto dei Kasabian (2004) e l’epico album da studenti del secondo anno, ‘Empire’ (2006), contenevano grandissime hit, è stato solo con l’uscita del loro terzo album sfacciatamente avventuroso, e adesso con il loro quarto LP meravigliosamente eclettico, che i Kasabian sono riusciti a far dimenticare le loro prime comparizioni e ad affermarsi come un’ambiziosa e imponente entità rock, capace di tenere concerti negli stadi, anziché come un semplice gruppo di elettro-rockettari esibizionisti, con bei capelli e hit riempi-pista. Non che ‘Velociraptor!’ sia privo di indomabili hit – è solo che quest’album non è caratterizzato solo da quelle stesse hit. ‘Switchblade Smiles’ è, finora, la canzone più imponente dei Kasabian e minaccia di provocare una distruzione fin dalle note di apertura. “Cose meravigliose come questa succedono in studio quando le cose vanno alla grande e tu ascolti poi la canzone che esce dalle casse,” dice Pizzorno. “Quando abbiamo suonato questa canzone in particolare, abbiamo capito all’istante che si trattava di qualcosa che non si era mai sentito prima che arrivassimo noi.

L’energia nella stanza era quasi elettrica – cioè, stavamo facendo head-banging in una minuscola camera da letto,” ride Pizzorno, che tuttora registra le canzoni a casa sua. “Ci stavamo comportando come se fossimo a un concerto dei Black Sabbath o una cosa del genere – se avessimo potuto misurare la reazione solo da quello che è successo in quella stanza…quando i fans la sentiranno, sarà il delirio, capisci. Al momento la stiamo suonando live e promette di diventare uno dei momenti più spettacolari dei nostri concerti.

Pizzorno descrive ‘Velociraptor!’ come un album-jukebox; per lui, l’obiettivo di creare un album incredibile – un album classico – era diventata un’ossessione. Nonostante l’intensità dell’obiettivo, però, la fase creativa è stata sorprendentemente sciolta e fluida. “Sai – è stato strano, è accaduto molto velocemente” spiega il compositore dalla voce dolce. “Porsi l’obiettivo di scrivere un album che fosse come un’incredibile jukebox e vederlo uscir fuori canzone dopo canzone, spostandosi tra vari generi musicali, è stato quasi una follia, e probabilmente non è molto consigliabile, sai.

Ma è successo così velocemente che ancora non capisco bene come si avvenuto. Non è stato poi così intenso – è stato sì un duro lavoro e ci lavoravo ogni giorno, ma tutto è successo molto velocemente, quindi non mi sento come se fossi stato lontano e impegnato per molto tempo. Il giorno del primo concerto, mi sono detto ‘merda, sembra come se fossimo qui solo ieri‘. E’ stato tutto un po’ confuso, davvero, ma in modo molto positivo…non poteva che essere così perché non stavo facendo fatica – tutto sgorgava in modo naturale, quasi da solo.

‘Ok Computer’ dei Radiohead è stato uno degli album classici che Pizzorno ha preso come punto di riferimento durante il processo creativo. “La bellezza mi ispira e cose come quella…un album che è così bello…devi imporre a te stesso di creare qualcosa che sia incredibile allo stesso modo,” constata Pizzorno. “Non sto parlando di fare un confronto con esso in alcun modo e nemmeno di cercare di creare un suono simile, ma si deve provare a trovare nuovi territori. ” Molte band avrebbero difficoltà a creare il seguito di un concept album grandioso come ‘West Ryder Pauper Lunatic Asylum’, ma non sembra esserci alcuna traccia di paura nel quarto album dei Kasabian. “Penso che l’unico modo sia non pensarci e di sicuro non andare ad analizzare razionalmente ogni aspetto della tua vita – devi solo conviverci” dice Pizzorno rigiuardo al suo modo di prepararsi a creare le canzoni. “Più ci pensi, più ti spaventa.

Bisogna cercare di mantenere viva l’innocenza che si ha quando si comincia una band per la prima volta – scrivere canzoni e suonarle live perché ami farlo. Non pensi mai ‘dobbiamo migliorare o fare questo o fare quello‘ – devi conservare quella cosa che avevi quando è nata la band e ricordartela.

E questo è esattamente ciò che rende i Kasabian così rinvigorenti: non sono solo spudoratamente categorici sul fatto di essere una delle migliori band del mondo – loro inseguono il loro obiettivo con ambiziosa tenacia e coraggio.

A Pizzorno sono bastate solo due settimane di riposo dopo il gigantesco tour di due anni per ‘West Ryder Pauper Lunatic Asylum’ prima di rimettersi al lavoro sul quarto LP; riaffermando alla grande la sua continua voglia di scrivere nuova musica. “E’ una sensazione tipo ‘Devo scrivere una canzone; devo scrivere una canzone meravigliosa” spiega Pizzorno. “Nemmeno Paul McCartney saprebbe spiegarti come avviene – nessuno lo sa veramente, semplicemente ti alzi, prendi la tua chitarra e registri la canzone. Scendi in studio e la registri, in modo da non dimenticarla. Questo mi succede spesso – prima che ce ne fossimo resi conto, avevamo l’album pronto…e allora l’abbiamo registrato!

La nascita del primo figlio di Pizzorno, Ennio, ha lasciato un segno profondo sulla creazione di ‘Velociraptor!’, portando a dei risultati decisamente sorprendenti. “La mancanza di sonno ti provoca dei trip più esagerati anche di quelli dovuti all’assenzio” dichiara Pizzorno.

Credo proprio di essere stato fuori di testa durante tutto il processo di scrittura e registrazione, per il fatto di non dormire per niente; era strano, molto più psichedelico di un acido, quindi in questo senso ha aiutato, capisci?” ridacchia. “C’è una parte di te che pensa ‘wow, chissà che effetto fa‘ perché non lo sai, ma su di me ha avuto un effetto enorme, positivo. E ho anche trovato che sia in qualche modo terapeutico, ed essere padre è bello…lo mettevo a letto e andavo avanti con il lavoro in studio.

Scrivere la colonna sonora di ‘London Boulevard’ (film basato sul romanzo di Ken Bruen, con Colin Farrell e Keira Knightley) e, in contemporanea, lavorare al quarto album dei Kasabian è stato un esperimento impegnativo ma ben riuscito. “Volevo farlo da sempre, l’occasione si è presentata in quel momento ed è stata una cosa all’ultimo minuto – il regista (William Monahan) aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse, quindi sono intervenuto io“  ricorda Pizzorno con entusiasmo.

E’ stato molto divertente ed era anche il film giusto per me – dimostra che tutto è possibile. Scrivere colonne sonore è di solito il lavoro di chi ha frequentato il conservatorio e sa leggere la musica, ma questo dimostra che puoi fare tutto quello che desideri, basta crederci e darci dentro.”

Quando si va a cercare quale sia la traccia più caratteristica e di grande effetto all’interno di ‘Velociraptor!’ è difficile non soffermarsi su ‘Acid Turkish Bath (Shelter From The Storm)’, con la sua fusione ipnotica di chitarre arabeggianti, ritmo di flamenco e armonie corali. “Ho molte di queste registrazioni in stile Turco e sono abbastanza deliranti – questa canzone porta di scatto l’album in un’altra dimensione e tu vieni trasportato in un luogo completamente differente” spiega Pizzorno. “Sono affascinato da tutta la canzone – gran parte delle melodie e dei versi hanno un suono orientaleggiante. Ricorda un po’ i Can, ma poi ha un ritornello molto orecchiabile, il che crea una bella combinazione, penso.

E cosa pensa Pizzorno della dichiarazione del frontman Tom Meighan riguardo il fatto che la title track sia la ‘Smells Like Teen Spirits’ dei Kasabian? “E’ come se nel 1992 i Prodigy avessero fatto una canzone punk, è una cosa del genere, in un certo senso” ride Pizzorno. “Penso che evochi lo stesso tipo di energia dei Nirvana; il modo in cui la canzone ti fa alzare in piedi.

Adesso che non fa più uso di droghe, è diventato padre e ha una visione musicale chiara come non è mai stata prima, i Kasabian non possono pretendere di essere equipaggiati in modo migliore per quanto riguarda la longevità come risultato della sempre più forte determinazione di Pizzorno. “Sono completamente esausto quando sto registrando…mi consuma tutte le energie” spiega il carismatico compositore. “Mi fa letteralmente impazzire in un certo senso, ma ne vale la pena perché, in fin dei conti, tutto quello che rimane sono le canzoni – la musica che tu fai ascoltare al pubblico – quindi devi metterci tutto l’impegno possibile.

5 ottobre 2011
Fonte: Beat Magazine