Kasabian @ Gran Teatro, Padova 2012

Recensioni

Quarto concerto in pochi mesi (IDay, Milano e Roma) e terzo sold out consecutivo per i Kasabian. E’ scoccato anche in Italia l’amore tra la band di Leicester e i fan tricolori, accorsi numerosi in quel del Gran Teatro Geox di Padova per assistere al loro ritorno in Veneto dopo il concerto (anch’esso sold out) che li ha visti protagonisti a Roncade nel 2010.

Un concerto che segue il copione rodato della data nella Capitale per un gruppo che, pur con qualche stratagemma tecnico (le urla del pubblico sicuramente amplificate da dei microfoni panoramici piazzati in zona mixer), travolge tutti con il loro sound potente e ballabile. Eccovi il reportage fotografico della serata, da guardare in attesa del loro ritorno in Italia la prossima estate con ben cinque concerti.

Nicola Lucchetta
27 febbraio 2012
Outune

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Al Gran Teatro Geox di Padova sold out da mesi per l’attesissima data dei Kasabian. Il gruppo inglese con il quarto album Velociraptor ha definitivamente raggiunto la fama a livello mondiale e l’affluenza di pubblico e le vendite lo dimostrano. La band capitanata da Tom Meighan e Sergio Pizzorno continua a sfornare singoli di grande impatto senza sbagliare mai un colpo elevandosi in questo modo a gruppo di culto per gli appassionati di musica.

Il concerto inizia con le note di Days are forgotten, il singolo tormentone che imperversa da mesi in ogni radio e che dà un chiaro segnale di quello che ci si deve aspettare dal resto della serata. Il pubblico inizia subito il coro e Tom e Sergio prendono possesso della scena. Il cantante incita il pubblico e si muove per tutto il palco con il microfono in mano. Occhiali da sole, pettinatura all’ultima moda e stile cool in contrapposizione al look di Sergio Pizzorno con capelli anni 70, maglietta attillata zebrata e pantaloni scampanati. Due anime e due stili contrapposti che insieme rappresentano esattamente quello che sono i Kasabian. Anima rock con influenze elettroniche e pop. Un giusto mix tra MADchester (Happy Mondays, New Order) e richiami rock stile Blur degli esordi o Kula Shaker.

Il concerto continua con Shoot the runner con le chitarre a farla da padrone e il pubblico che viene investito dal suono pompato dei bassi.

Non c’è un attimo di tregua perchè gli inglesi hanno voglia di far festa, di far ballare e di far esplodere il locale e per farlo attaccano con Velociraptor. Impossibile stare fermi. Il pubblico reagisce al meglio e i cori non si interrompono mai. Il batterista Ian Matthews è una macchina da guerra e percuote senza sosta piatti e tamburi. Il basso di Chris Edwards è sempre presente ed è l’anima del sound dei Kasabian.

Dopo i primi pezzi più rock, si passa a quelli in cui la parte elettronica è molto presente, e il ritmo rallenta per qualche minuto. Underdog e Where did all the love go? permettono al pubblico di riprendere un po’ fiato, ma senza mai smettere comunque di ballare e di muovere la testa a tempo. Sul palco il vero mattatore è Sergio Pizzorno che con le sue chiare origini italiane risulta oltremodo simpatico a tutti. E lui lo sa. Abbandona più di una volta gli strumenti per scendere fino al bordo del palco a salutare le prime file. Si muove su e giù per il palco incitando il pubblico che esplode ad ogni suo gesto. Quando accenna qualche parola in italiano la platea va in delirio. E’ il padrone della serata e con I.D., in cui si occupa della programmazione elettronica, e subito dopo Take aim, in cui dà prova di essere anche un buon cantante, conquista definitivamente il pubblico.

La serata è davvero piacevole e il concerto non delude le aspettative. Dopo la parentesi più tranquilla ed elettronica si viene scossi da uno dei brani più belli dei Kasabian. Un brano che sembra scritto apposta per i concerti live vista la presenza di un ritornello che viene cantato a squarciagola da tutti, Club foot. Tom torna sul palco dopo che si era allontanato durante la canzone precedente per lasciare la scena a Pizzorno. Le sonorità di questa canzone riportano alla mente gli Happy Mondays e da un momento all’altro mi aspetto che esca Bez da dietro le quinte!

Pubblico in delirio che continua a ballare con Re-wired. Non sembra che gli inglesi abbiano intenzione di abbassare i giri della serata. Meighan è un animale da palcoscenico e usa al meglio la sua voce supportato dal controcanto di Pizzorno.

L’attacco di Man of simple pleasures per un attimo fa pensare ad una cover di These boots are made for walking e subito dopo ad un film di Tarantino.

La scaletta continua tra pezzi nuovi e storici fino a uno dei momenti più belli del concerto, quando senza che ce lo si possa aspettare il ritmo cala vertiginosamente per suonare il nuovo singolo, la struggente Goodbye kiss. Il cantante ogni volta che canta il ritornello mima con le mani il simbolo del cuore. E tutto il pubblico “soffre” con lui.

E’ il momento di riportare il concerto ai livelli precedenti e per farlo non c’è niente di meglio di L.S.F., un altro pezzo che sembra scritto apposta per gli stadi. E’ l’ultimo pezzo e i musicisti si congedano dal palco, ma il pubblico continua senza sosta il coro. E come sempre è Pizzorno a concedersi ai fans. Si ferma e riprende in mano la chitarra supportato dal tastierista Ben Kealey e insieme creano una base per i cori degli spettatori. Un momento davvero bello della serata.

Dopo qualche minuto è il momento dei bis e se si credeva che la prima parte del concerto fosse stata potente, era solo perchè non si sapeva a cosa si sarebbe andati incontro poi…

Sul palco non c’è nessuno. Le luci iniziano a pulsare e dalle casse esce un suono elettronico inconfondibile, è Switchblade smiles. E’ il momento di Chris Edwards che con il suo basso entra nello stomaco. Si balla e ci si muove come a una festa. Il livello si è alzato ancora. Can you feel it coming?

Impossibile rimanere fermi e quando finisce si viene investiti da un altro pezzo killer, Vlad the impaler. Hanno deciso di far davvero crollare il locale e sembra di essere tornati indietro qualche decina di anni ai tempi della Hacienda.

E’ il momento dei saluti ed è Fire il pezzo scelto per congedarsi. Degno epilogo di un concerto che non ha deluso e che non ha dato un attimo di respiro. Come nei dischi i Kasabian non sbagliano mai un colpo, neanche dal vivo.

Luca Latini
26 febbraio 2012
EyeOnMusica

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Prendendola da Man of simple pleasures possiamo dire “here I go once again”. E con una febbre che mi fa usare mia madre come puntello (altro che io bastone della sua vecchiaia) e che finalmente me la fa riportare dai suoi Kasabian, Padova passa così: con finalmente un’intervista a loro che a breve tirerò su Radiosglaps e la prima pagina degli spettacoli della Gazzetta di Parma su di loro.

Come posso essere più soddisfatta? Avessi la salute, signò. Vi potrei dire meglio di cosa è stato: posso dirvi che i Belakiss, che spaziano visualmente tra le Hole e gli stessi Kasabian hanno poca fantasia visuale ma ottimi suoni musicali. Peccato per quella maglia numero 3 del Maldini che fu, ma poverelli, devono aver letto su cosa i media italiani avevano insistito nelle interviste a Pizzorno (mea culpa: anche io ieri ho scritto che Meighan tiferà italia) (è vero)

Ma andiamo al concerto, perché le cose personali andranno altrove: il gran teatro geox è un capannone, non distorce i suoni così tanto come l’estragon ma l’alcatraz, e quindi la performance meneghina, temo rimanga il miglior palco chiuso del norditalia a mediobassa capienza. Non capisco bene se quindi è stata l’acustica non perfetta o la setlist che non è girata benissimo: Fast Fuse senza la coda di Misirlou mi ha interrotto. Re-wired continua a non convincermi (anche se ce la dedica, Tom). Leggermente meno enormi del solito, ma forse sfiancati dalla sera precedente a Roma. Dettagli però, puntacazzismi.

Bandiere italiane, fanclub in transenna premiato poi dal gruppo, Sergio che dice che parla poco italiano ma ci ama tutti. E loro lì, che riescono a cambiare in sei mesi il modo di suonare anche delle vecchie canzoni spingendo di più in synth (è stato un piacere vederci spippolare su proprio Pizzorno): dal soundcheck sembra proprio quella la direzione futura, e anche dalla b-side ultima pubblicata.

Quattromila persone e sold out da mesi, a Padova, per questo gruppo che non mette solo su palco il suono live più potente dell’ultima stagione, ma anche tanta fisicità: non solo lo scatenarsi saltando su Shoot the runner o Velociraptor! stessa ma anche lenti che portano proprio grandi melodie pop come per Goodbye kiss, e il momento limone che un po’ mancava. Ma il terzetto finale resta con Switchblade + Vlad + Fire una delle cose più devastanti viste live, seconda solo a un trittico dei Muse all’epoca di Time is running out+ Plug in baby+ Stockholm Syndrome.

E ora? Ora come facciamo a ignorare i Kasabian che se ne ritornano a Luglio nonostante il mondo venga ad esibirsi in Italia? Cielo: volete qualche mia corvée?

Francesca Fiorini
28 febbraio 2012

Radio Nation
Per un altro racconto di Francesca, cliccate qui.
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I Kasabian, uno dei gruppi che stanno surfando sulla cresta dell’onda negli ultimi due anni, si sono esibiti in un concerto al GranTeatro Geox di Padova, sabato 25 febbraio 2012.

Il gruppo britannico è nato nel 1997 a Leicester.
I componenti della band sono:

- Tom Meighan alla voce
- Sergio Pizzorno come seconda voce, chitarra, tastiera, programmazione, sintetizzatore
- Chris Edwards al basso
- Ian Matthews per batteria, percussioni
- Jay Mehler come seconda chitarra

Hanno esordito con un primo album nel 2004 intitolato Kasabian, seguito nel 2006 da Empire. Nel 2009 è uscito West Ryder Pauper Lunatic Asylum fino ad arrivare nel 2011 il loro forse più grande successo con Velociraptor!

Il concerto è stato ben organizzato, non si sono riscontrati disservizi o fastidi, le code sono state brevi e l’accesso al GranTeatro mediamente facile.

Il pubblico era giovane eterogeneo e abbastanza ordinato, molti gli appassionati che cantavano a squarciagola tutti i testi degli artisti.

Il gruppo con il loro rock anni sessanta/settanta crossato a musica elettronica e sonorità più acide tipiche dei grandi gruppi degli anni ottanta ha incendiato gli animi e i loro cavalli di battaglia dell’ultimo album hanno suscitato il plauso del pubblico.

Tra battiti di mani, gesti delle corna e il simbolo del cuore suggerito dal cantante Tom Meighan durante il pezzo Goodbye Kiss, la partecipazione è stata entusiasmate. Le luci semplici ma con degli effetti davvero molto interessanti, a tratti accecanti ma davvero di grande effetto.

Neo del concerto è stata proprio l’acustica del luogo, assolutamente inadatto per ascoltare buona musica, pollice verso il basso per questo luogo poco adeguato.

La pecca è stata comunque sorpassata grazie alle straordinarie capacità canore della prima voce e del sorprendente Sergio Pizzorno.
Altro che seconda voce, e paroliere del gruppo! Quest’uomo si è rivelato un vero animale da palcoscenico, un perfetto equilibrio tra un voce eccezionale, una capacità sorprendente di suonare il suo strumento e la naturalezza di un vero intrattenitore e fomentatore del suo pubblico. Il trentaduenne si è presentato con una maglia tigrata e una parrucca alla Beatles dei tardi anni ’60.
La sua voce e quella del cantante ufficiale Tom Meighan si fondono perfettamente assieme creando delle sonorità straordinarie, identiche, se non migliori live, di quelle ascoltate nel loro album.

Days are Forgotten e Re-Wired tra i pezzi più apprezzati, come prevedibile.

Il gruppo è entrato facendosi aspettare un po’ ma ha concesso strette di mano e frizzi e lazzi con il pubblico delle prime file durante l’esibizione e in particolare alla fine del concerto.

Bravi, davvero bravi, successo pienamente meritato, e un concerto all’altezza delle aspettative.

26 febbraio 2012
Sentio

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Kasabian, il Gran Teatro Geox si trasforma in uno stadio

Soldout da tre mesi, la band di Leicester entusiasma il pubblico per un’ora e mezzo di musica

Vedere il Gran Teatro Geox sold out, soprattutto nella tipologia da posto unico in piedi, è una cosa rarissima. Ma i Kasabian stanno vivendo quel periodo magico in cui fare 3mila o 4mila persone in indoor, non in data unica, è una cosa da ragazzi. Certo. In Inghilterra la band di Leicester suona negli stadi, ma l’Italia è un mondo a parte e mandare soldout il Gtg con tre mesi d’anticipo, è stato impossibile anche per artisti più blasonati come Slayer o Alice Cooper. Oggi i Kasabian piacciono a tutti, pubblico, artisti e critici oltre che per un indubbio carisma e un sound brit rock piuttosto originale, anche per quel fenomeno sociale chiamato moda. Difficile trovare oggi un gruppo più «modaiolo» dei Kasabian.

Il concerto, un’ora e mezzo di musica suonata alla grande (peccato per il microfono che ogni tanto fischia), è un fulmine che illumina il sabato sera di Padova. La band di Sergio Pizzorno (la famiglia è originaria di Genova) se la cava benissimo surfando sulla cresta di una scaletta a orologeria che non ha momenti di stanchezza, nonostante gli album della band siano solo quattro e molto diversi tra di loro. “Days Are Forgotten”, “Shoot the Runner” e “Velociraptor” sono a scintilla che dà fuoco alla serata. Il cantante Tom Meighan (anche Pizzorno canta qualche brano) salta, corre, balla a metà tra un Freddie Mercury d’antan e un Liam Gallagher dei bei tempi che furono, Pizzorno detta i tempi alla band. «Scusatemi se parlo poco l’italiano – dice Pizzorno nella nostra lingua – vi amo tutti!». Pochissimi «lentoni» (grazie al cielo questo si chiama rock) e il pubblico sembra apprezzare particolarmente “Man of Simple Pleasures” e “Fast Fuse”. Sulla ballad retrò “Goodbye Kiss” Meighan vuole che il pubblico disegni un cuore con le mani, ed è uno spettacolo vedere la platea seguire il suo consiglio. La chiusura della scaletta è con la prima vera hit della band, “L.S.F. (Lost Souls Forever)”, poi i bis “Switchblade Smiles” e i singoli di “West Ryder Pauper Lunatic Asylum”, “Vlad the Impaler” e “Fire”.

Francesco Verni
28 febbraio 2012

Corriere del Veneto

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Kasabian “caldissimi” al Gran Teatro Geox

Non c’eri? peggio per te!

Concerto attesissimo e sold-out ormai da tempo, quello della band di Leicester considerata, ai tempiu’ degli esordi, come gli eredi naturali degli Oasis.
Il concerto e’ un muro sonoro degno della migliore tradizione rock, ma non mancano escursioni nell’elettronica e soprattutto un giusta dose di sano pop, quell’ingrediente che alla fine ha decretato il successo della generazione ‘brit’ di Oasis e Co.

Chitarre sincopate e sound anni 70 completano la ricetta ed il numeroso pubblico di Padova, accorso da tutta Italia, dimostra di apprezzare.
Atmosfera caldissima e grande coinvolgimento, canzoni sempre ballabili e una scaletta che propone il meglio sia di Velociraptor, sia degli altri lavori hanno fatto della data di Padova, sold out come tutti gli altri concerti della band in Italia, un live da ricordare.

Martedì 28 febbraio 2012
Padova NewsZed Live

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L’attesa per questo concerto era tanta e i Kasabian l’hanno ripagata in pieno. Dopo la data a novembre di Milano all’Alcatraz (sold out da mesi), la formazione di Leicester ha replicato a Roma il 24 Febbraio e a Padova, al Gran Teatro Geox, sabato 25.

Il gruppo inglese ha definitivamente raggiunto la fama a livello mondiale soprattutto dopo l’uscita dell’ultimo album, Velociraptor! e l’affluenza di pubblico e le vendite lo dimostrano; sfornano singoli di grande impatto senza sbagliare mai un colpo elevandosi in questo modo a gruppo di culto per gli appassionati di musica.
Il pubblico, ancora prima che iniziassero a suonare, non faceva altro che urlare il nome di Sergio Pizzorno, come nelle migliori partite in curva del Genoa (non mancavano infatti, le sciarpe con i colori rossoblu).

Si comincia subito fortissimo con Days Are Forgotten, primo singolo estratto da Velociraptor! balzato in testa alle classifiche di tutto il mondo. La gente spinge, il Teatro sembra muoversi come un’unica entità sulle le note della canzone, Tom Meighan e Sergio Pizzorno prendono in mano la situazione e dirigono i cori per tutto il brano. Pettinatura alla moda, occhiali da sole e t-shirt con una ragazza semi nuda per Tom, stile anni 70 e maglietta zebrata per Sergio: due stili contrapposti che tengono la chiave del successo per questi inglesi. Il concerto continua con Shoot The Runner e si viene investiti dalla distorsione delle chitarre e dalla potenza dei bassi.
Il liev motiv della serata è ben presto chiara: SPETTACOLO.
Non ci si può riprendere un secondo perché comincia Velociraptor, a sorpresa suonata così presto in scaletta, con Ian Matthews alla batteria che picchia come un forsennato e Chris Edwards al basso, colonna portante del loro inconfondibile sound. Dopo una dose massiccia di rock si passa all’anima elettronica con Underdog e Where Did All The Love Go? dall’album West Ryder Pauper Lunatic Asylum e nelle quali Sergio domina completamente la scena. Ringrazia sempre in italiano, si scusa perché lo parla poco e conferma che ama il pubblico italiano.

Poche parole che infiammano come benzina i presenti e lui spesso abbandona la sua postazione per scendere a bordo palco a salutare le prime file. La sua padronanza esplode con I.D. dove dirige magistralmente la parte elettronica e un fascio di luci verdi incorniciano lo spettacolo di musica e voci e in Take Aim dove dimostra anche di essere un ottimo cantante (Tom va provvisoriamente dietro le quinte lasciandogli completamente la scena).

Dopo il momento di “pausa” (relativa) si riprende il rock potente con una delle canzoni a mio avviso più belle di tutto il loro repertorio, Club Foot, scritta apposta per i concerti e dove la voce di Tom viene quasi superata dal coro dell’intero Teatro. Il delirio prosegue con Re-Wired, altro brano di Velociraptor!, la band inglese non da segni di cedimento e la sintonia tra Tom e Sergio è sempre più forte tanto che spesso si cercano e suonano spalla contro spalla.

Il momento più toccante arriva con Man Of Simple Pleasures e la struggente Goodbye Kiss (super trasmessa in radio in questi giorni come ultimo singolo, uscito a Febbraio) dove Tom dispensa baci e mima cuori con le mani (le ragazze della prima fila quasi in svenimento) seguito subito dalle centinaia di mani del pubblico.

L’intensità delle parole e del significato profondo della canzone si percepisce in modo impressionante e l’esibizione tocca le corde del cuore. Per tornare su di giri, eccola che arriva, come un’esplosione, il più grande successo dei Kasabian L.S.F. e i cori sul ritornello sono tipicamente da stadio pieno. La band si congeda, tranne Sergio che rimane a saltellare da una parte all’altra del palco e al minimo segnale fa cantare il pubblico nuovamente il riff come il migliore direttore d’orchestra.

Il pubblico lo adora e lui lo sa.

Qualche minuto per riposare gambe e braccia ed eccoci ai 3 bis concessi: se la prima parte del concerto è stata potente, quest’ ultima è la devastazione. Una dopo l’altra vengono sgranate Switchblade Smiles, Vlad The Impaler e Fire.

Il palco è completamente buio, improvvisamente viene scaricato sulle casse quel suono elettronico riconoscibile alla prima nota da tutti i fan che impazziscono e Chris fa entrare nello stomaco il suo giro di basso. “Can you feel It coming?” urlano Tom e Sergio e si comincia a saltare. Impossibile restare fermi nemmeno su Vlad e Fire, suonate a perdifiato per potersi congedare al meglio.

Senza accorgersene si arriva alla fine di questa strepitosa esibizione, Tom fa le presentazioni della band e Sergio ricambia salutando il suo grande amico e compagno di avventure. Abbraccio di gruppo e decine di inchini per un applauso di ringraziamento che non sembra finire mai.

Dalla prima fila, un ragazzo scherzosamente riesce a passare a Sergio due cartoni con i visi dello stesso Sergio e Tom con la didascalia God e Jesus. Le versioni live sono ancora meglio che dal disco, segno che i Kasabian non sbagliano un colpo.

Martina Zorat
Radio Popolare Verona

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Setlist

1.Days Are Forgotten
2. Shoot the Runner
3. Velociraptor!
4. Underdog
5. Where Did All the Love Go?
6. I.D.
7. Take Aim
8. Club Foot
9. Re-Wired
10. Empire
11. Man of Simple Pleasures
12. Fast Fuse
13. Goodbye Kiss
14. L.S.F. (Lost Souls Forever)
Encore:
15. Switchblade Smiles
16. Vlad the Impaler
17. Fire

Foto

Per la raccolta di alcune foto scattate al Gran Teatro Geox di Padova, cliccate qui.

Video

Com’è stato il concerto dei Kasabian? Ecco le risposte.
httpv://www.youtube.com/watch?v=SAKa2Xa7Tes

Days Are Forgotten
httpv://www.youtube.com/watch?v=-CM7UmCt-1c

Shoot the Runner
httpv://www.youtube.com/watch?v=v-CGL_OqKTU

Velociraptor!
httpv://www.youtube.com/watch?v=0dCCFhlp0kI

Underdog
httpv://www.youtube.com/watch?v=I3aDQ6IrzW0

Where Did All the Love Go?
httpv://www.youtube.com/watch?v=-ExWoEeuhdg
httpv://www.youtube.com/watch?v=lwtaF0VC7OE

I.D.

Take Aim
httpv://www.youtube.com/watch?v=ZjTmiRVUvkc

Club Foot

Re-Wired
httpv://www.youtube.com/watch?v=NCmY2-feyAA

Empire
httpv://www.youtube.com/watch?v=DeQuYH0e_KU

Man of Simple Pleasures
httpv://www.youtube.com/watch?v=4tMmQOxMC7I

Fast Fuse
Goodbye Kiss
httpv://www.youtube.com/watch?v=G41xdZXlChw
httpv://www.youtube.com/watch?v=jVx9IoqZIzY

L.S.F. (Lost Souls Forever)

Switchblade Smiles
httpv://www.youtube.com/watch?v=L65z0wedDKw
httpv://www.youtube.com/watch?v=_ztPnL34fTo

Vlad the Impaler
httpv://www.youtube.com/watch?v=Nu4CAsS_3J4

Fire + Finale
httpv://www.youtube.com/watch?v=kAJlUdnIwtw
httpv://www.youtube.com/watch?v=0US5Es5PUBo