Kasabian @ Atlantico Roma 2012

Recensioni

Piume per Sergio Pizzorno e occhiali da sole per Tom Meighan. I Kasabian salgono sul palco dell’Atlantico Live di Roma sulle note di “Days Are Forgotten”. La band di Leicester torna in Italia dopo l’esperienza non proprio convincente dell’I-Day bolognese. Stavolta l’acustica è decisamente più pulita, le voci nitide e la strumentazione all’altezza della band. Il tutto in un ambiente più raccolto, che garantisce una discreta visibilità anche a chi non intende lanciarsi nel pogo delle prime file. Sergio è il più acclamato della serata e in un paio di occasioni si coccola il suo pubblico romano: “Scusate, io parlo poco italiano ma vi amo tutti!”. La formazione inglese salta da un album all’altro ed esegue brani come “Shoot The Runner”, “Underdog”, “Where Did All the Love Go”?, “Club Foot” e le migliori tracce contenute in “Velociraptor!”, l’ultima fatica della band e tra i migliori prodotti rock del 2011. Su “Goodbye Kiss” e “L.S.F.” si chiude il primo tempo con un parterre che continua a cantare a luci spente.

Il finale è a dir poco esplosivo e anche i più fighetti in montgomery si lasciano travolgere dalle atmosfere psichedeliche di “Switchblade Smiles” e soprattutto dal rock irruento di “Vlad The Impaler”. “Fire” chiude il live dopo poco più di un’ora e mezza e la band saluta una platea esaltata e sudata con tanto di tricolore. Un gran ritorno, c’è poco da aggiungere. I Kasabian convincono anche in versione live e danno appuntamento al pubblico capitolino per il bis previsto il prossimo 18 luglio in occasione del Rock in Roma.

Riccardo Rapezzi
25 febbraio 2012
Outune

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I Kasabian sono pura energia all’Atlantico di Roma

I Kasabian all’Atlantico di Roma hanno portato in scena uno spettacolo di pura energia. “Velociraptor!” lo abbiamo più volte classificato come uno dei dischi migliori dell’anno, in quanto sound, potenza, ritmo e, dal vivo, ha assunto una forma ancora più dirompente. Il fulcro dei Kasabian sono loro, Sergio Pizzorno e Tom Meighan che deliziano continuamente un pubblico adorante con piccoli siparietti e abbracci fraterni. All’ i-Day, insieme ad Arctic Monkeys e altre band del panorama UK avevano confezionato uno show altrettanto potente, tanto da far esclamare ad alcuni che ci si trovava davanti alla miglior band UK attualmente. Di sicuro, se precedentemente a “Velociraptor!” sembrava che i Kasabian dovessero fare ancora molta strada, ora l’avvicinamento con i grandi nomi sembra sempre più prossimo.

Lo show è iniziato alle 21.30 precise con alcuni brani simbolo del gruppo. Le canzoni proposte sono state sicuramente fra le più famose del gruppo da “Days Are Forgotten” che ha incendiato immediatamente il pubblico passando per “Velociraptor!” e “Underdog“. Tom Meighan, vestito completamente di jeans sa benissimo che è il centro del gruppo insieme al trascinante Pizzorno che salta continumente dappertutto, per tutto il palco, fino a posizionarsi a due centimetri dal pubblico delle prime file, facendolo immediatamente esplodere. Vedere i Kasabian live mette subito in luce quanto essi siano animali da palcoscenico: in studio, sicuramente, hanno uno dei sound rock, alternative-rock migliore degli ultimi anni ma il suono così potente sembra essere quasi racchiuso, sicuramente più pulito ma meno incisivo. Live, forti anche dai turnisti che li accompagnano in giro per il tour, il suono esplode e prende una forma assoluta, la forma per loro più congeniale.

L’Atlantico, completamente gremito di persone entusiaste, ha assunto la forma di una bolgia entusiasta per la band di Leicester. Il concerto era sold-out già da diverso tempo, quindi, ci si aspettava un locale completamente pieno, anche perchè, l’ampiezza dell’Atlantico è molto ridotta.

Il concerto si è mosso sul continuo filo dell’energia per canzoni che hanno acceso il pubblico come “Re-Wired” ed “Empire” non dimenticando alcuni momenti emozionanti con brani come “Goodbye Kiss“, una delle loro canzoni più particolari ma che ha trasformato l’Atlantico in una marea di mani alzate a forma di cuore. Da mezionare anche “Switchblade Smiles” che dal vivo ha assunto una forma totalmente stravolta, in positivo, rispetto alla versione studio e “Fast Fuse” altra canzone che ha fatto immediatamente pogare e ballare il pubblico. Menzioniamo anche altre canzoni portate sul palco come “Take Aim” e “Where Did All The Love Go?” che anche in questo caso hanno scatenato i presenti. Ciò che è necessario sottolineare per questo concerto è stata la profonda voglia della band di mettersi in contatto con le persone, lì davanti a loro. Di certo, i Kasabian fanno anche una musica che, se non avesse questo collegamento immediato con la gente, risulterebbe sicuramente privata della sua parte centrale ma, a volte bastano qualche parola in italiano e una manciata di sorrisi per avvicinare i fan.

Un concerto sicuramente molto positivo che sottolinea la grande maestria sul palco della band che vede il suo nucleo fondamentale in un Tom Meighan, costantemente sorridente e divertito dal ricevere sul palco gli oggetti più impensabili oltre, ovviamente, alla vasta collezione di reggiseni per tutti i gusti e un Sergio Pizzorno che non si stacca un attimo dal pubblico che incita continuamente facendolo addirittura mettere in ginocchio per esplodere subito dopo in un salto che ha creato un effetto visivo unico. La band sembra divertirsi moltissimo sul palco e questo, credo, sia una delle caratteristiche fondamentali di ogni gruppo: gli album in studio servono per portare materiale sul palco ma, una vera band si riconosce dai live.

Non posso fare a meno di concludere con una piccola nota ironica: Chris Martin che, in seguito alla conquista della statuetta dei Brit Awards in quanto i Coldplay ancora una volta sono stati eletti miglior gruppo britannico, dovrebbe, forse, sentire live i suoi connazionali e, probabilmente, la frase “‘We only won Brit Awards because there weren’t any other choices” se la sarebbe risparmiata.

25 febbraio 2012
Melodicamente

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Kasabian, se 4.000 fan sono una folla da stadio

Con l’Italia i Kasabian, rock band inglese di Leicester, hanno un legame particolare e non potrebbe essere altrimenti: il chitarrista e voce del gruppo, Sergio “Serge” Pizzorno, è di origini genovesi  e il 4 ottobre 2011, giorno in cui una tremenda alluvione ha colpito il capoluogo ligure, non ha mancato di esprimere la sua solidarietà  e tutto il suo amore per la città di Genova offrendo in beneficenza un pezzo pregiato della sua collezione di chitarre: una Fender  Stratocaster, autografata da tutti i membri del gruppo, è stata messa all’asta e il ricavato è stato devoluto alla popolazione vittima del disastro.

 

Dopo aver scalato le classifiche esordendo al numero uno della classifica inglese con Velociraptor! – quarto album registrato in studio e pubblicato nello scorso settembre – i Kasabian hanno confermato tutto il loro innato talento, un lavoro che è senza dubbio un disco simbolo per gli anni Zero del rock “made in England”, tra i più belli della passata stagione. Perché la band di Leicester è stata in grado di sorprendere come pochi negli ultimi tempi, soprattutto  per la semplicità con cui è riuscita a far confluire nello stesso disco una gran varietà di generi. Dopo la data all’Alcatraz di Milano del 20 novembre scorso e la partecipazione alla prima puntata di X-Factor Italia, ieri sera la band si è esibita all’Atlantico Live di Roma . A seguire il concerto c’era per noi Fabrizio Galassi e queste sono le sue impressioni.

Se i Kasabian fossero un metro di paragone, il rapporto Italia-UK, a livello musicale, sarebbe di 4 a 20, esattamente il quadruplo. Per la coppia Pizzorno-Meighan avere una platea di 20 mila paganti quando suonano in patria è diventata oramai una routine e il loro suono si è stabilizzato su quel numero; in Italia si devono accontentare di poco più di 4.000 presenze in platea, location più piccole e volume più contenuto. Ma ieri sera i ‘poco più di 4.000’ hanno lottato, inneggiato, strappato i propri reggiseni lanciandoli sul palco, danzato, lodato la band, esaltandola quasi a convincerli che i muri dell’Atlantico Live fossero più lontani, spingendoli ad osare un po’ di più, fino allo sfinimento dell’impianto audio.

Iniziare con Days Are Forgotten è un’incitazione alla sommossa, alimentata da Shoot The Runner e seguita da Velociraptor!, come fosse un test per il pubblico, superato a pieni voti. La band si rasserena e Underdog arriva un po’ più rilassata: ma è l’unico momento un po’ più debole di tutto il set. E’ incredibile come un suono così grasso, con melodie enormi, eseguite dalla voce da stadio di Tom Meighan ossia il ‘miglior cantante del mondo’ come lo ha presentato Sergio Pizzorno, riesca a stare tutto in questa scatolina da 4.000 persone; non ci riesce, in effetti. Sono i corpi ad assorbire gran parte di queste onde che entrano dentro stimolando fisicamente le endorfine, è come se fosse un procedimento sintetico e naturale allo stesso tempo.

Fatto sta che anche il più pacifico e recintato spazio stampa/Vip inizia a movimentarsi con urla e danze. Tom avverte il momento e cala il pezzo forte, Re-Wired aggiungendo: “This is for the ladies!”: qualche urletto, ma nulla di più, endorfine lost in traslation. Sì, un reggiseno vola sul palco, ma sembra più per un’approvazione generale che non per la singola dedica. Il vero pezzo ‘femminile’ arriva sul finale con Goodbye Kiss, un pezzone pop all’ennesima potenza in grado di toccare gli animi più sensibili, mentre quelli maschili sono ancora a sbavare per la precedente Fast Fuse. Ed ecco Lsf (Lost Soul Forever) e anche lo spazio stampa/Vip diventa folle: una ragazza che è stata quasi tutta la scaletta seduta ad ascoltare e chiacchierare con i suoi amici, alle prime note di Lsf si alza come se posseduta e appena Tom accenna “I’m on it, get on it / The troops are on fire!” inizia un ballo tribale, urlando e indicando il cielo come unica risposta alle meraviglie dei Kasabian. Crea subito un piccolo capannello di persone che si voltano indicandola, non tanto per la sua danza, quanto per il fatto che è comunque strano vedere la ‘pacifica’ Elisa Toffoli, in arte Elisa, posseduta dai Kasabian. Ci basta un piccolo scambio di battute per capire che è una fan della prima ora che per ragioni di sicurezza nazionale è stata ‘recintata’ nell’area moderata dell’Atlantico Live.

Le luci si riaccendono per il bis: Switchablade Smiles (geniale l’idea di unire il dubstep al rock, fatto con molta più classe dei Korn, ad esempio), Vlad The Impaler e Fire lasciano il palazzetto tremante di synth e bassi. Le luci accese indicano la fine del ballo, l’arrivo della mezzanotte ipotetica, la trasformazione da stadio a palazzetto, da O2 Arena ad Atlantico Live, da 20 mila a ‘poco più di 4.000’. Il rapporto Italia-UK sarebbe di 4 a 20, ma questa volta a livello umano dimostriamo che, se forniti di musica decente, per ogni singolo astante nostrano, ne servirebbero 5 britannici.

I fan dei Kasabian potranno inoltre assistere, nella prossima estate, ad altri cinque concerti della band in Italia: si esibiranno a Ferrara (14 luglio a Piazza Castello), il 15 luglio al Lucca Summer Festival, poi di nuovo a Roma (18 luglio all’Ippodromo delle Capannelle), a Milano (19 luglio all’Arena Civica) e a Tarvisio (20 luglio a Piazza dell’Unità).

Pasquale Rinaldis
25 febbraio 2012
Il Fatto Quotidiano

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I Kasabian “accendono” il Palatlantico di Roma

«Can you feel it coming?». Il punto di domanda che aleggia in Switchblade Smile, una delle canzoni più rappresentative del fortunato ed ultimo album “Velociraptor”, non ha bisogno poi di molteplici tipologie di responsi. La risposta è semplicemente sì, lo senti quando sta per arrivare una band come i Kasabian. Lo hanno percepito benissimo i fans della band che venerdì erano presenti al Palatlantico di Roma (tappa sold out da un paio di mesi abbondanti) per il ritorno in Italia di Tom Meighan e soci, dopo l’esibizione dello scorso novembre all’Alcatraz di Milan. Perché i ragazzi di Leicester quando salgono sul palco, tra l’altro con una puntualità mai vista in altri gruppi, spazzano via tutto con la loro energia e con il loro sound “britrock” a volte “pettinato” a volte, invece, ruvido, elettronico e ferocemente psichedelico.

I Kasabian non ci mettono molto a scaldare il Palatlantico; il trittico iniziale  “Days are forgotten”, “Shoot the Runner” e “Velociraptor!” è di quelli che mettono subito a dura prova la stabilità fisica degli appassionati delle prime file. Meighan, frontman del gruppo, è in splendida forma, ma non è da meno nemmeno Sergio Pizzorno, chitarrista, autore e seconda voce della band, galvanizzato probabilmente dall’idea di suonare in territorio italiano (il padre è nativo di Genova). Perché quello che caratterizza i Kasabian è proprio la presenza di due leader carismatici all’interno del gruppo. A differenza di altre band “made in UK” (Coldplay e Arctic Monkeys su tutte), incentrate fondamentalmente sulla forte personalità del frontman, la band di Leicester può contare su due figure carismatiche. Qualità, questa, che caratterizzava a suo tempo gli Oasis, ma a differenza della band di Manchester, i Kasabian non hanno mai mostrato particolari segnali di nervosismo, dimostrandosi sempre un gruppo coeso che ha saputo superare brillantemente l’unica dipartita, quella del chitarrista Christopher Karloff nel 2006. Non a caso, quindi, i Kasabian sono diventati il punto di riferimento principale per tutti i ragazzi italiani con la passione per il “britrock”, rimasti orfani della loro band di riferimento, quella composta appunto dai fratelli Gallagher. E la voglia di ripagare la fiducia dei fans italiani emerge con forza nel live romano della band, con un concerto che non cala mai di intensità e raggiunge livelli esaltanti nella parte finale, con “Fire” che chiude nel migliore dei modi una serata che ha ribadito la capacità dei Kasabian di essere soprattutto degli “animali da palcoscenico”, capaci di dare del “quid” in più ai loro pezzi durante le esibizioni dal vivo.

L’appuntamento, per i fans capitolini della band, è per il 18 luglio al “Rock in Roma”, la terza, in ordine cronologico, di cinque esibizioni che i Kasabian faranno in estate in Italia.

26 febbraio 2012
MuralesNews

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Setlist

1. Days Are Forgotten
2. Shoot the Runner
3. Velociraptor!
4. Underdog
5. Where Did All the Love Go?
6. I.D.
7. Take Aim
8. Club Foot
9. Re-Wired
10. Empire
11. Man of Simple Pleasures
12. Fast Fuse
13. Goodbye Kiss
14. L.S.F. (Lost Souls Forever)
Encore:
15. Switchblade Smiles
16. Vlad the Impaler
17. Fire

Foto

Per la raccolta di alcune foto scattate all’Atlantico di Roma, cliccate qui.

Video

Days Are Forgotten
httpv://www.youtube.com/watch?v=ejNEDz-8-DU

Shoot the Runner
httpv://www.youtube.com/watch?v=r_mD6U4sncI

Velociraptor!

Underdog
httpv://www.youtube.com/watch?v=x-udFaUERGE

Where Did All the Love Go?
I.D.

Take Aim
httpv://www.youtube.com/watch?v=iQsERayRCd0

Club Foot
httpv://www.youtube.com/watch?v=If3SdiHEJnc

Re-Wired
Empire
Man of Simple Pleasures
Fast Fuse

Goodbye Kiss
httpv://www.youtube.com/watch?v=NA2-V0r9rIk

L.S.F.
httpv://www.youtube.com/watch?v=-ojFwep2ZVM
httpv://www.youtube.com/watch?v=bhDVLkGKPLc
httpv://www.youtube.com/watch?v=s_02dIaC-tc

Switchblade Smiles
httpv://www.youtube.com/watch?v=Mxmn0pLQfOg
httpv://www.youtube.com/watch?v=t2cD8nv3aQI

Vlad the Impaler
httpv://www.youtube.com/watch?v=fcgbarI9x6Q

Fire
httpv://www.youtube.com/watch?v=kiJKjS9x0eg