Kasabian: “È ora o mai più.”

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Articoletto, non molto benevolo, dell’ Edmonton Journal con alcune dichiarazioni Chris, che dice la sua sul ritorno della band negli USA.
Le classifiche di Billboard riportano dati di vendite decrescenti, ma i lads non si scoraggiano, forti dei loro quattro dischi da far conoscere meglio al pubblico USA
Enjoy.

Mentre la dance music ottiene successo in Nord America, un altro fenomeno big-in-Britain perde terreno nelle vecchie colonie.
I Kasabian, un gruppo di rockers formatosi a Leicester, hanno di recente vinto il premio Best British band agli NME Awards. I loro ultimi tre album, incluso il mostro dal groove psichedelico del 2011, Velociraptor!, sono arrivati al N° 1 delle classifiche UK. Quest’ estate, il quartetto sarà headliner a due dei più grandi festival estivi inglesi: Reading e Leeds.
Da questo lato dell’Atlantico, comunque, la fortuna dei Kasabian sbiadisce ad ogni album. Dalla pubblicazione del loro debutto, Kasabian, che ha sfornato il loro singolo di maggior successo oltre oceano, Club foot, i rockers hanno venduto sempre meno copie delle seguenti pubblicazioni negli USA, secondo Billboard. Senza sorprese quindi, il bassista Chris Edwards e i suoi compagni sono relegati ad esibirsi in locali da 1500 persone, come l’Edmonton Event Centre, mentre i loro compatrioti Coldplay fanno il tutto esaurito nei palazzetti dell’hockey in tutto il continente.
Abbiamo iniziato facendo molto nel 2004, 2005,” dice Edwards. “è stata una crescita lenta, passo per passo, le folle diventavano più numerose – passando da 300 a 1500 o 2000, poi ci siamo semplicemente concentrati su altri posti e non siamo mai tornati veramente indietro. Quindi non ci da fastidio il fatto di non essere conosciuto (in Nord America) perché, ad essere onesti, quando ci esibivamo li, avevamo solo un album. Ora abbiamo un catalogo di quattro dischi, B-sides e tutto il resto, e siamo più forti quando si tratta di esibizioni live. Quindi, credo, il momento è ora o mai più. È assolutamente un posto dove ci piacerebbe fare tour più spesso, è bello andare negli States, salire su un bus, entrare in Canada.
Non abbiamo mai suonato ad Edmonton o Calgary, quindi non vediamo l’ora. Proveremo a lavorarci molto quest’anno e vedremo cosa ne verrà fuori.”

Fonte: Edmontonjournal

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